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Leggi e impara insieme a Gabri e Toby!

Gabri e Toby sono due amici per la pelle!​ Impara a leggere seguendo le loro avventure insieme!

Imparafacile è un progetto pensato per alunni con potenziali difficoltà nella letto-scrittura ed altri aspetti della dislessia/disturbi specifici dell'apprendimento.

Un amico peloso

Gabri è un vivace bambino di quarta elementare, con un bel visino tondo e grandi occhi marroni brillanti di curiosità.

 

Adora trascorrere il suo tempo all'aria aperta con il suo migliore amico Toby.

 

Sono amici per la pelle. Anzi, si potrebbe dire che sono fratelli, visto che abitano insieme e fanno parte della stessa famiglia.

 

Toby, però, non ha gli stessi genitori di Gabri. Anzi, non si sa proprio se ne abbia.

 

Inoltre, diversamente da Gabri, ha quattro zampe. E anche una coda.

 

Toby è un cagnolone giocherellone, dal morbido pelo color crema e macchie marroni, alcune delle quali a forma di cuore.

 

È sempre al fianco di Gabri, scodinzolando felice. Toby è stato adottato da Gabri e dalla sua famiglia perché era stato abbandonato: la mamma di Gabri aveva letto un annuncio che mostrava la foto di Toby e nel quale si diceva che, se nessuno lo avesse adottato, sarebbe andato a finire in un canile.

 

Neanche Gabri ha più tutti e due i genitori. La mamma di Gabri è morta per una grave malattia qualche mese dopo l’arrivo di Toby.

 

Gabri e Toby hanno anche questo in comune: entrambi, anche se in modi diversi, sono un po’ orfani e un po’ timorosi di perdere i loro affetti più cari rimasti.

 

Per questo sono sempre insieme e, quando l’uno o l’altro non c’è, ne sentono tanto la mancanza.

 

Quando Gabri sta fuori da casa più a lungo delle solite ore della scuola, Toby lo cerca ovunque e guarda la porta di casa come fosse in continua attesa che Gabri torni.

 

Anche Gabri, quando è lontano da Toby, vuole sempre sapere come sta il suo amato cagnolone e dove sia e cosa stia facendo.

 

Ogni giorno, quando finisce la scuola e Gabri torna a casa con il pulmino, Toby, senza neppure aver bisogno di un orologio, sa bene l’ora in cui andare ad aspettare Gabri alla fermata dello scuolabus. E ci va ogni santo giorno, vento, pioggia o neve che ci sia: niente lo ferma. Lui deve andare a riscontrare il suo più grande amico appena di ritorno a casa!

Una scoperta in giardino

Un giorno, mentre Gabri e Toby giocherellano nel giardino di fronte a casa loro, con una palla fatta da Gabri con della carta e del nastro adesivo tutto intorno, succede che Gabri, nel tirare la palla a Toby, la butti troppo lontano, facendola finire fra i cespugli.

 

Mentre si dirige verso quel punto dove le piante sono folte e intrecciate, per andare a recuperare la palla che vi si è infilata, nota qualcosa di luccicante tra i rami e le foglie.

 

"Guarda, Toby!" esclama, indicando col braccio teso l'oggetto misterioso.

 

Toby, che pensa sempre e soprattutto a mangiare o a giocare, guarda là dove Gabri indica, ritenendo che il suo amico a due zampe abbia scovato del buon cibo, o magari un bastoncino con cui giocare al gioco del riporto.

 

Si avvicinano insieme, con cautela.

 

Toby guarda nel punto indicato e poi osserva dal basso in su Gabri con il suo musone, abbaiando forte una volta, come a dire che non capisce di che razza di strano scherzo si tratti. Sembra voler protestare: “Ma questa roba qui non è niente di buono da mangiare!”.

 

In effetti, quel che giace lì nascosto fra i cespugli sembra essere una piccola scatola di cartone, tutta avvolta in una copertura protettiva trasparente e scintillante per le tante stelline d’argento stampate sopra.

 

Gabri la prende in mano e toglie con cura il rivestimento che la avvolge.

 

Una volta rimosso il materiale protettivo, la scatolina appare di un bel color celeste, decorata con stelle e lune.

 

Gabri non vede l’ora di aprirla. Guarda Toby con un sorriso intrigato. "Mamma mia, Toby, chissà cosa c'è dentro," esclama.

 

Toby lo fissa con i suoi grandi occhi pieni di aspettativa, come se capisse ogni parola. Solo che per Toby la sorpresa più gradita sarebbe quella di trovarvi dentro un osso gigante, di quelli da stare a rosicchiarli per ore.

 

Toby ama le cose da rosicchiare. I suoi preferiti sono gli ossi, quelli finti che Gabri gli compra al supermercato, ma adora anche i pezzi di pane con la scorza dura. Gli piacciono talmente tanto che spesso, quando gli vengono dati, cerca subito di metterli al sicuro e va a trovare un nascondiglio dove nasconderli, sottoterra in giardino, per poi andare a ritirarli fuori quando vuole.

 

È evidente che anche a Toby piace scoprire ogni volta delle sorprese nascoste.

 

Gabri invece, mentre guarda la scatolina celeste, immagina che dentro possa esserci forse qualcosa d’oro, o delle pietre preziose o… chissà quale altra scoperta straordinaria! Magari un pezzo di meteorite dallo spazio! Apre lentamente la scatola, e ciò che trovano dentro dà inizio a una incredibile avventura...

Un'antica mappa

A prima vista, l'interno della scatola sembra non contenere niente di prezioso o scintillante. C’è un vecchio foglio, un po’ sciupato e sbiadito.

 

Gabri tira fuori con cura il foglio, serio in volto. Toby guarda l’espressione un po’ delusa di Gabri e smette di scodinzolare. Anzi, adesso la sua coda è immobile e penzoloni.

 

Toby punta la scatola con il muso, quasi a volersi accertare lui stesso che proprio non ci sia niente lì dentro di commestibile.

 

Gabri guarda meglio quella specie di fogliaccio. Ci sono segnati strani simboli e disegni di luoghi misteriosi. "Sembra una mappa del tesoro!" esclama eccitato. Toby inclina la testa, incuriosito. Continua però ad annusare, come se ancora non abbia del tutto escluso la possibilità che il contenuto della scatola non possa essere mangiato.

 

"Che ne dici, Toby, andiamo a cercare questo tesoro?" chiede Gabri, brillante di entusiasmo. Toby abbaia, come a voler dire che è d'accordo, e si appresta a partire di corsa, senza però che né lui né Gabri sappiano ancora bene in che direzione andare.

 

Con la mappa in una mano e Toby al suo fianco, Gabri si prepara per un'avventura indimenticabile.

 

Insieme, esplorano le parti più nascoste del grande giardino, seguendo le indicazioni della mappa.

 

Alternando lo sguardo tra la mappa che tiene in mano e l'ambiente circostante, Gabri cerca di capire a quali luoghi reali corrispondano le accurate rappresentazioni sulla carta.

 

Gabri si sente ad ogni passo un po’ più vicino ad una scoperta sorprendente.

 

Forse troverà qualcosa che qualche altro bambino ha nascosto, e quindi magari potrà incontrare un nuovo amico, o addirittura tanti nuovi mitici amici, con i quali affrontare sfide e avventure emozionanti.

 

Poi guarda Toby al suo fianco e riporta l’attenzione al suo migliore amico a quattro zampe. E sente dentro di sé l’importanza del loro rapporto. L’affetto che li lega e il coraggio che sentono insieme: questi sono davvero la chiave per scoprire il mistero del tesoro!

 

Gabri pensa a quanto è importante Toby nella sua vita, soprattutto dopo la perdita della mamma.

 

Toby è più di un amico; è un compagno che gli dà conforto e gioia nei momenti difficili. Inoltre, Toby non è neppure geloso degli altri amici di Gabri. Tutt’altro: quando Gabri è insieme ad uno o due, o anche una decina di amici, Toby è ancora più contento, e saltella allegramente e rincorre felice ora l’uno ora l’altro.

La collina segreta

Seguendo la mappa, Gabri e Toby si allontanano dalla zona del giardino davanti alla loro casa. Non si accorgono nemmeno di quanta strada stanno facendo e quanto si stiano distanziando dal punto di partenza.

 

Attraverso campi fioriti e boschetti ombrosi, la mappa li guida fino ad arrivare ad una collinetta nascosta. Gabri non era mai stato in quel posto lì, anche perché questa piccola collina ricoperta di folti alberi non si vede per niente da casa sua.

 

Di lato ad un piccolo ruscello, che sembra emergere dal cuore della roccia della collina, quasi interamente ricoperta di muschio, vi è un masso di forma particolare. Gabri dice a Toby: “Guarda, Toby, questo masso è fatto a triangolo! È incredibile! È quasi perfettamente un triangolo equilatero!”.

 

Poi, vedendo Toby che lo guarda alquanto perplesso, aggiunge: “Toby, un triangolo è una forma che ha tre lati, e un triangolo equilatero ha tutti e tre i lati uguali, della stessa lunghezza. Hai capito? Se anche tu, come me, andassi a scuola, invece di startene tutto il giorno sdraiato a dormire, caro il mio cagnolone pelosone e poltrone, queste cose le sapresti anche tu!”. E si affretta ad abbracciare il suo cucciolone adorato, che per tutta risposta lo lecca amorosamente sulla guancia.

 

“Guarda, Toby, c’è un buco al centro!”. Gabri nota che, proprio nel mezzo, la roccia ha una piccola cavità quadrata. “Toby, guarda: questo qui, invece, è un quadrato. Vedi, è una forma con quattro lati, tutti uguali”. “Qualcuno deve averlo fatto di proposito. Chissà cosa voleva indicarci? È di sicuro un segnale importante per noi!”.

 

Si avvicinano per vedere meglio dentro il buco. Gabri vede che, in buona parte, esso è ostruito nella sua porzione iniziale da foglie secche e un po’ di terra.

 

Guarda allora attorno alla ricerca di qualcosa che gli possa essere utile per scavare e togliere ciò che ne ostruisce l’apertura. Il foro quadrato è di poco più grande della sua mano. Avrebbe bisogno della sua paletta, ma purtroppo non l’ha portata con sé, né può certo tornare adesso a casa a prenderla.

 

Toby, che fino ad allora è stato attentissimo ad osservare ogni mossa del suo amico, comprende la sua necessità. Con un balzo si fionda di lato nel sottobosco, dove scova un bel bastoncino robusto quasi sepolto fra le foglie e il terriccio, lo afferra con la bocca e lo porta spedito a Gabri, scodinzolando trionfante.

 

“Mitico Toby, grazie!” esclama Gabri, che prende prontamente il bastone e si mette a ripulire la porzione iniziale del tunnel misterioso scavato con cura e precisione in quel masso di forma triangolare. Chissà quando e chissà da chi.

Il bauletto nascosto

Gabri nota che, tolto quel po’ di sudiciume di foglie secche e terriccio all’inizio, il piccolo tunnel pare poi libero e vuoto. O, almeno, così pare di primo acchito.

Oh, quanto vorrebbe avere con sé la sua torcia per poter illuminare il buco e vedere così quanto è profondo!

In quel boschetto, la luce del sole viene in gran parte filtrata dalle fitte fronde degli alberi e di certo non arriva ad illuminare fino in fondo quell’incavo misterioso.

“Bau, bau!”, abbaia Toby, come a dire: “Dai, su! Guardiamo cosa c’è dentro!”

Gabri allora si fa coraggio e infila il suo braccio nel buco, anche se ha un forte timore dei ragni e dentro di sé sente una certa resistenza a introdurre la sua mano in quella cavità, dove immagina potrebbe esserci un enorme ragno, lì pronto a pinzarlo!

“Bau!”, abbaia di nuovo Toby, che tradotto vuol dire “dai, non temere! Che vuoi che ci sia!”. Gabri allora gli dice: “Senti chi parla! Quando è Capodanno e sparano i fuochi d’artificio, anche tu vai a nasconderti sotto il letto perché hai paura!”

Prende però un bel respiro, osserva il buco, lo ripulisce ancora un po’ con il bastoncino, soffia per spazzare via gli ultimi residui di sporco e si decide ad infilare lì dentro la sua mano e il suo braccio, fino a dove riesce ad arrivare. Constata che il buco si estende piuttosto in profondità. Via via che introduce il suo braccio, sente che non c’è niente, proprio niente di niente, ma che il tunnel, ahimé, è forse più lungo del suo braccio.

Cerca allora di avvicinarsi ancora di più alla superficie esterna del masso. Il suo petto adesso è adeso ad esso. Tenta di avvicinarsi ancora di più, la sua guancia completamente schiacciata contro la roccia, sentendo un po’ di muschio solleticargli la pelle e quasi entrargli in bocca. Ne riesce a sentire l’odore. È un odore di muschio, di terriccio, di bosco.

“Toby, non ci arrivo, accidenti!”, esclama con profondo disappunto. Toglie il braccio da dentro e si mette a sbattere braccia e gambe, puntando i piedi a terra, profondamente contrariato. Anzi – pensa Toby – è proprio arrabbiato! Toby guarda Gabri, sentendosi impotente di fronte alla rabbia del proprio amico. Allora mette la sua testa un po’ di sbieco e lo guarda in attesa che gli passi. Gabri, però, continua a battere furiosamente i piedi per terra e a spezzare tutti i rametti che trova sul suolo, come a scaricare tutta l’energia in eccesso: vorrebbe tanto riuscire a raggiungere l'estremità di quel tunnel misterioso, ma proprio non ci riesce.

“Toby, accidenti, come si fa?” Smette poi di fare le bizze e guarda sconsolato il suo amico peloso, come chiedendogli aiuto. Toby allora ha un guizzo geniale: gli salta addosso e lo sbatte contro la roccia. “Toby, scemo! Ma che fai?”, protesta Gabri. “Ti sembra questo il momento di giocare?”. Ma Toby non desiste e di nuovo balza addosso a Gabri. E ancora una volta lo spinge con forza verso il masso triangolare.

Gabri allora finalmente capisce. Se infila il braccio nel buco e si fa spingere da Toby, forse davvero riuscirà a raggiungerne l'estremità. “Bravo Toby, grande! Dai, sì, spingimi qui, all’altezza delle spalle, mentre io affondo il braccio!”.

Così fanno, e Gabri finalmente riesce a sentire qualcosa in profondità nel buco. “Dai, Toby, che ci siamo quasi! Spingimi più forte!”.

Gabri afferra qualcosa sul fondo e lo pizzica e cerca di non mollarlo dopo la spinta di Toby. Poi, piano piano, a piccoli strattoni, riesce a tirarlo via via verso l’apertura. Una volta tiratolo più verso di sé, Gabri può adesso proseguire con più calma. Si riposa un po’, si scuote da dosso il fogliame e la polvere di cui si è insudiciato a stare appiccicato alla roccia, prende un bel respiro, e si appresta a finire di tirare fuori quello che sembra un pacchetto sepolto lì in quel buco chissà da quanto tempo…

Accuratamente sigillato in una busta di plastica trasparente, c’è un bauletto, che sembra di legno intarsiato. Non è neppure tanto sporco, sembra sia stato appena messo lì.

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